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Salario minimo, no di Confprofessioni

La Confederazione presieduta da Gaetano Stella in audizione presso la Commissione Lavoro della Camera: Le dinamiche salariali in Italia sono già regolate dalla contrattazione collettiva che garantisce un’ampia rete di protezione sociale ai lavoratori. Per adeguare i redditi all’inflazione meglio puntare sulla detassazione degli aumenti retributivi

«Il salario minimo legale non risolve le problematiche connesse alle dinamiche reddituali e non incide sul fenomeno del working poors; quindi è meglio potenziare il sistema della contrattazione collettiva che già regolamenta le dinamiche salariali, nelle quali le misure di welfare riconosciute ai lavoratori hanno un peso economico e sociale molto rilevante». È netta la posizione di Confprofessioni, audita oggi in Commissione Lavoro della Camera sulla proposta di legge in materia di giusta retribuzione e salario minimo, che rende le mosse dalla direttiva europea sui salari minimi.

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Autore: - 26/04/2023